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Volo Napoli-Madrid, è quasi notte ormai e approfitto di queste 2 ore di viaggio per farvi un resoconto dei miei ultimi 2 anni a Madrid, dove vivo ormai da più di 6 anni.

Nell’ultimo post sull’argomento lavoro in Spagna, vi ho raccontato della mia esperienza e di come poco a poco sono riuscita a raggiungere dei bei traguardi ed avere finalmente un po’ di stabilità dal punto di vista lavorativo.

Ormai è passato quasi un anno e a breve compierò 2 anni nella mia attuale azienda, quindi mi sono detta “perché non pubblicare un aggiornamento sulla mia attuale situazione in Spagna, su come ho trovato questo lavoro e sui progetti per il futuro?” 🙂



Come ho trovato il mio attuale lavoro in Spagna?

Vi dirò, un mio ex collega con cui lavorai 2 anni fa in un’altra azienda mi disse che nella mia attuale azienda stavano cercando un profilo come il mio e, dopo aver fatto il colloquio, mi presero, sia per il mio background/esperienza che per la conoscenza delle lingue (spagnolo/inglese).

Faccio un appunto, dato che me l’hanno chiesto in tanti e credo sia un argomento molto attuale al giorno d’oggi.

Sono laureata in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio, ma non ho mai lavorato come ingegnere, né trovato lavoro direttamente con la mia laurea.

Ho voluto metterlo in chiaro perché spesso mi dicono “allora la tua laurea non ti è servita”, ma credo che non sia affatto così!

Infatti, la laurea in Ingegneria mi ha aperto la mente e mi ha permesso di sviluppare abilità analitiche che magari non avrei avuto studiando qualcos’altro, e che mi hanno aiutato moltissimo nel mio attuale lavoro e nei precedenti.

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Cosa faccio in Spagna? Qual è il mio lavoro?

Lavoro a Madrid nel settore del marketing online/digitale (no, non ha niente a che fare con i call center, tanto per metterlo in chiaro!) e gestisco/analizzo/ottimizzo campagne di branding (marca) e performance per grandi clienti, sia a livello nazionale (Spagna), che internazionale.

Ho voluto parlare dei miei studi perché credo che al giorno d’oggi, con la crisi ed una situazione non proprio idilliaca in Italia (e fuori), sia veramente importante anche sapersi reinventare e non focalizzarsi solo sui propri studi o sulla propria formazione.

Io ho studiato ingegneria, ma poi ho deciso di cambiare settore radicalmente perché ho capito che non mi appassionava l’idea di fare l’ingegnere, ma conosco tanti casi di persone che hanno studiato architettura, giurisprudenza, lingue e ora lavorano come make up artist, giornalisti, community managers e persino programmatori!

Non c’è lavoro in Italia? Provate a reinventarvi!

Secondo me la cosa più importante in assoluto è fare quello che vi piace e che vi appassiona perché se sapete fare qualcosa davvero bene i datori di lavoro vorranno assumervi e, magari non avrete nemmeno così tanta concorrenza come credete!

Oppure fate delle ricerche e provate a capire cosa cercano le aziende e lavorate sul vostro CV per migliorarlo e renderlo il più completo possibile.

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Tutto questo perché?

Perché magari andare all’estero fa figo, ma nella realtà vi posso assicurare che comporta sacrifici non indifferenti. In primis stare lontani dalla famiglia…

Sono passati più di 6 anni da quando sono partita per Madrid con volo di sola andata, ma ammetto che mi viene sempre un po’ di tristezza quando torno nella mia città per qualche giorno e poi devo ripartire per Madrid.

Ammetto anche che l’idea di tornare in Italia mi continua a girare per la testa.

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Lavorare in Italia: la mia esperienza

Nei momenti di nostalgia mi è capitato più di una volta di rispondere a delle offerte di lavoro su Linkedin e di mandare il CV, ma le esperienze che ho avuto fino ad ora non sono state così positive.

Ve le racconterò brevemente:

  • Napoli, risposi ad un’offerta per lavorare in un’azienda con sede a Milano e a Napoli e dopo aver superato il primo colloquio (su Skype), mi contattarono per un secondo colloquio. Il colloquio era una sorta di “prova tecnica”, o almeno così la chiamavano loro, e fu abbastanza surreale. A parte che avevo detto chiaramente che alcune delle cose che chiedevano non le sapevo, comunque mi hanno tenuto praticamente un’ora su Skype e poi mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere, sia in caso di esito positivo che negativo.
    Ovviamente sono spariti e quando ho chiesto un feedback ad uno di loro, mi ha detto che avevano preso un’altra persona senza darmi ulteriori spiegazioni.
  • Roma, anche in questo caso fui io a rispondere all’offerta su Linkedin e mi richiamarono quasi subito per un colloquio (non ricordo se telefonico o su Skype). Passai il primo e mi dissero che mi avrebbero fatto sapere in breve data e orario del secondo colloquio.
    Spariti anche questi, ma in questo caso è stato comico perché mi avevano detto che avevo superato il primo colloquio!
    Quando li contattai, non avendo più avuto notizie, mi dissero che il mio profilo era “troppo senior” e che mi sarei annoiata (what?!), quindi avevano optato per un altro candidato.
    In questo caso immagino che non fossero disposti a pagarmi quanto volessi… Peccato che non avevo assolutamente chiesto più della cifra che avevo detto di poter offrire!
  • Milano, in questo caso sono stata contattata almeno 2 volte da recruiters di agenzie come Michael Page/Adecco, che puntualmente sono spariti senza darmi nemmeno la possibilità di fare un colloquio con il cliente finale.
    Lo dico sempre: state alla larga dalle agenzie interinali come Adecco perché sono tutto fumo e niente arrosto!
  • Bologna, in questo caso provai a rispondere all’offerta che avevano pubblicato su Linkedin un po’ per curiosità e, dopo aver fatto 2 colloqui (con persone davvero in gamba ed interessanti, magari ce ne fossero di più così!), ho ricevuto un’offerta da parte loro. Stavolta però sono stata io a rifiutare perché ammetto di essere stata troppo frettolosa e vivere a Bologna, per quanto sia una città splendida, non migliorerebbe di tanto la mia situazione, dato che continuerei a stare lontana dalla mia famiglia… 🙁

Quindi, la domanda continua ad essere: tornerò in Italia?

Mi piacerebbe tanto, ma vorrei anche che ne valesse la pena dal punto di vista lavorativo, quindi chissà…

E voi che ne pensate? Lasciate un commento per condividere le vostre esperienze, sia in Italia che all’estero 🙂

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